Caorle


Caorle si è sviluppata modernamente in seguito all’esteso e radicale intervento di bonifica del suo immediato retroterra. A differenza di altre stazioni litoranee, la città può offrire il fascino di un caratteristico centro storico ricco d’arte e di storia. Il toponimo deriverebbe da "caprulae" in riferimento alle capre che popolavano il territorio, secondo altri andrebbe invece riferito alla dea "Capris" localmente venerata. Fu insediamento romano, con funzione di porto commerciale e militare di Concordia, come testimoniano alcuni rinvenimenti archeologici tra cui l’ara ossario (ora nel Museo Nazionale Concordiese di Portogruaro) e la lapide del I secolo, attuale base d’altare nell’abside sinistra del duomo. Caorle ebbe uno sviluppo decisivo durante i secoli V e VI come centro di immigrazione delle popolazioni interne, minacciate dalle invasioni barbariche. Fu sede vescovile da VI al XIX secolo, dell’importanza del suo ruolo religioso testimoniano il campanile e la cattedrale. Dalla fine del XIII secolo, dopo una devastante incursione dei triestini, cominciò il declino del centro anche in relazione all’espansione politico-economica di Venezia. Durante la guerra di Chioggia, nel 1379, fu saccheggiata dai Genovesi, un decennio più tardi dall’arcidiacono di Capodistria, nel 1412 dagli Ungari. Il centro storico è caratterizzato da un’unica ampia via, rio terrà e da un intrico serrato di calli e campielli su cui si distribuiscono piccole case dai colori pastello. Al limitare della diga, nel lembo di terra proteso sull’acqua, si erge la chiesa santuario della Madonna dell’Angelo.
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