

 |
Museo
Ippolito Nievo
E una piccola ma
interessante raccolta di cimeli nieviani. Il museo è
stato fortemente voluto da Stanislao Nievo, pronipote di
Ippolito, anchegli scrittore, autore, tra
laltro del "Prato in fondo al mare". La
zona attorno a Portogruaro, Portogruaro stessa, sono
lambientazione delle "Confessioni di un
italiano", il romanzo di Ippolito Nievo, uno dei
caposaldi della letteratura italiana dellOttocento.
I protagonisti della vicenda, Carlino Altoviti e la
Pisana, vivono nel Castello di Fratta, una località a
pochi chilometri da Fossalta. E Fossalta era la meta
delle passeggiate serotine della contessa. La strada
campestre che unisce le due località cè ancor
oggi, è diversa dalla strada abituale che si percorre in
automobile e costituisce tuttora un itinerario di grande
bellezza.
Il castello di cui parla Nievo non esiste più. Il
regesto del castello, conservato presso larchivio
parrocchiale di Fossalta, data ledificio al 1265.
Questo era dei Fratta, quindi degli Squarra di
Portogruaro, e quando Norbia nel XVI secolo, si sposò,
passò ai Valvason. Fu demolito, alla fine del
Settecento, per contrasti fra i Valvason e il vescovo. Il
catasto napoleonico parla di ruderi. Oggi cè solo
una collinetta in un campo coltivato ad indicare il luogo
dove sorgeva il castello.
Il museo, si diceva, è stato voluto da Stanislao Nievo
per esporre le memorie del prozio, dopo che il Castello
di Colloredo di Montalbano, dove erano riunite, fu
distrutto dal terremoto che colpì il Friuli nel 1976
(Nievo non vide mai il Castello di Fratta, per il romanzo
si ispirò a quello di Colloredo). Fu inaugurato nel
1984. Il materiale è esposto in due stanze, ci sono un
centinaio di pezzi tra i quali un baule e dei vestiti
appartenuti al Nievo. E, dato che Ippolito morì sul
vapore "Ercole", cè una ricostruzione
del fondo marino voluta da Stanislao.
La gran parte del materiale (un migliaio di pezzi) è
bibliografico e cartaceo. Ci sono tutte le edizioni delle
Confessioni, dalle prime del secolo scorso a
quelle edite ai nostri giorni; ci sono le opere scritte
dal Nievo prima del suo capolavoro. Cè una copia
del Caffè con lautografo dello scrittore.
Inoltre cè una vasta raccolta di ritagli di
giornali e riviste che fanno del centro di Fossalta il
più aggiornato e interessante istituto di studi
nieviani. E frequentato da studiosi italiani e
stranieri.
Il sogno dei conservatori è di trasferire il museo di
Fratta, dove cè una vecchia casa colonica vicino
allarea dove sorgeva il castello; oppure in una
barchessa della villa di Alvisopoli, il centro agricolo
illuminista voluto da Alvise IV Mocenigo nellultimo
decennio del Settecento, e che è ampiamente citato
nellopera di Ippolito Nievo. |