Chiesa di San Giovanni Battista
L’attuale Chiesa arcipretale, dedicata a San Giovanni Battista, a tre navate e in stile romanico – rinascimentale, è certamente del secolo XV. Ma un documento del 15 luglio 1146 (V. "Breve recordacionis pro futuri temporis securitate – Nannus judex sacri palacii…") attesta l’esistenza in Meolo di una Pieve che il Vescovo di Treviso Gregorio concede, con tutti i benefici, al Capitolo della Curia. Più tardi nel 1562, il Papa Pio IV, accorda "il beneficio di Meolo agli Agostiniani del convento di San Cristoforo della Pace in Venezia".
La Chiesa raccoglie opere preziose, tra le quali:
- un altare marmoreo, barocco, di Pietro Baratta (sec. XVII-XVIII) rappresentante "Madonna del rosario tra San Rocco e San Sebastiano";
- cantoria e cassa armonica, sec. XVII, con organo meccanico di G. Radetzky;
- una pala d’altare, situata nell’abside, di Matteo Ponzone, dalmata, rappresentante la "Natività di Gesù e adorazione dei pastori";
- nove affreschi di Giandomenico Tiepolo (1727 - 1804) eseguiti nel 1758, di ritorno da Würzburg dove aveva lavorato con il padre Giambattista alla decorazione della Residenza di Karl Philipp von Greiffenklau.
Essi rappresentano: il tondo centrale, "San Giovanni Battista battezza Gesù"; i quattro pennacchi, "gli Evangelisti Matteo, Marco, Luca, Giovanni"; i quattro ovali, "le Virtù cardinali e teologali".Gli affreschi sono tutti nel soffitto dell’abside.
Per la parte storica si legga documento in lapide marmorea (all’interno della chiesa, nella navata di destra) in cui si parla di una visita del "Pontifex Tarvisinus Paulus Franciscus Justinianus" nell’anno 1779.
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