San DonÓ di Piave

Il nome di San DonÓ di Piave deriva dalla cappella di San Donato, una cappella che nel 1250, a causa di una piena del Piave, era stata trasferita nella zona di Musile, dalla sinistra alla destra del fiume, lasciando il suo nome ad un vasto territorio che era chiamato "terra di S. Donato". In epoca romana il territorio di San DonÓ, posto tra il limite meridionale della pianura veneta e le lagune, era giÓ abitato e percorso da una strada litoranea, la via Annia, che attraversava il Piave poco a sud dell’attuale ponte della ferrovia e valicava pi¨ oltre il Grassaga su di un ponte di pietra di cui erano state trovate le vestigia andate poi disperse. Dopo il declino di Eraclea, il territorio di San DonÓ appare diviso tra il Dogado veneziano e il Patriarcato di Aquileia. Questa divisione non segn˛ tuttavia un confine vero e proprio e non impedý una certa comunanza di vicende. Durante il dominio veneziano, il territorio fu dapprima affittato e poi venduto ai nobili Trevisan. Nonostante gli impoverimenti provocati dall’instabilitÓ fluviale e dal succedersi degli interventi veneziani miranti a preservare la laguna e quindi disposti a sacrificare le parti paludose della zona, San DonÓ crebbe al punto che alla caduta della Repubblica contava pi¨ di 5.000 abitanti. Sotto l’amministrazione napoleonica, San DonÓ vide aumentare le sue funzioni amministrative divenendo Comune nel 1806, sede notarile nel 1807 e nel 1808 sede di una Vice Prefettura da cui dipendevano i comuni posti sulla destra del Piave. Sotto gli Austriaci mantenne la sua posizione di capoluogo distrettuale e divenne anche la sede del commissario distrettuale. La crescita urbana continu˛ dopo l‘annessione all’Italia. Nel 1875 venne costruito un ponte sul Piave e nel 1881 venne inaugurata la ferrovia che collegava San DonÓ con Venezia. Intanto cominciarono importanti opere di bonifica, dapprima grazie all’intervento di privati e poi soprattutto per le iniziative consorziali, i cui benefici sono evidenti nella produttivitÓ della zona e nel definitivo debellamento della malaria. Le opere di bonifica costituirono una fondamentale operazione economica che non solo ha trasformato il volto dell’intero territorio, ma indirettamente anche quello della cittÓ. Tutta la parte orientale della provincia di Venezia Ŕ stata coinvolta in questa impresa delle bonifiche, ma si pu˛ dire che San DonÓ sia stato il loro centro maggiore ed Ŕ giusto che sia proprio San DonÓ a possedere un museo dedicato a questo settore. La parentesi della prima guerra mondiale, con lo stabilirsi del fronte sul Piave immediatamente a ridosso della cittadina, non solo provoc˛ l’interruzione di ogni progresso economico, ma anche la totale distruzione di San DonÓ, che seppe tuttavia riprendere con coraggio l’antico ruolo in modo da presentarsi oggi come il centro maggiore del Basso Piave.
[ alla biblioteca ]