Museo Archeologico Nazionale di Venezia


Il Museo Archeologico Nazionale di Venezia, in Piazza S. Marco, è sede di un'importante raccolta di sculture antiche, fra le quali alcuni considerevoli originali greci; vi sono inoltre bronzi, ceramiche, gemme e monete, oltreché la collezione archeologica data in deposito dal Civico Museo Correr, che comprende anche antichità egizie e assiro-babilonesi.
Esso, per la sua stessa formazione, presenta spiccato carattere collezionistico, costituito com'è dalle opere raccolte a partire dal XVI secolo, da parte di insigni famiglie veneziane. Infatti il Museo ebbe origine dal lascito del cardinale Domenico Grimani che, alla sua morte, nel 1523, lasciò la maggior parte della sua collezione di oggetti antichi alla Signoria. Nel 1586 fu Giovanni Grimani a lasciare alla Serenissima Repubblica la propria cospicua raccolta di marmi antichi, tra cui anche preziosi originali greci, a condizione che trovassero degna e definitiva sistemazione in un ambiente idoneo; tale ambiente fu individuato nell'Antisala della Libreria di S. Marco, iniziata dal Sansovino. L'opera di sistemazione e adattamento dell'Antisala a Galleria di scultura fu affidata allo Scamozzi, ma è palese l'intervento del gusto personale di Giovanni Grimani. L'opera fu portata a compimento nel 1596 (vedi foto sotto). Nel nuovo Statuario Pubblico trovarono posto 200 marmi.
Lo Statuario, tipica espressione del gusto rinascimentale, rimase inalterato fino al 1616, poi subì modifiche per l'entrata di altre raccolte, come quelle di Giovanni Mocenigo e Jacopo Contarini (1714).
Le ulteriori donazioni -Dondi dell'Orologio, Monastero di S. Giovanni di Verdara di Padova soppresso nel 1784, Zulian 1795- assieme alle sculture acquisite per interessamento di Antonio Canova, crearono problemi di spazio, da cui la necessità di una nuova sistemazione prevista nelle sale delle Procuratie Nuove. Il progetto rimase in abbozzo perché il Museo con la Biblioteca Marciana, per ordine di Eugenio di Beauharnais, Vicerè d'Italia, fu trasferito nel 1812 a Palazzo Ducale, con conseguente smembramento dello Statuario. I marmi, cui si aggiunsero nell'800 il legati Molin e Weber, rimasero sparsi in tutto il Palazzo Ducale con criteri decorativi, per essere riuniti poi (1846) nell'appartamento del Doge.
      [ 1 2 ]